Chirurgia osseo resettiva

Non tutte le parodontiti richiedono il bisturi: la chirurgia entra in gioco solo nei casi avanzati e solo dopo aver completato la terapia non chirurgica. Quando però l'osso e la gengiva di sostegno sono ormai compromessi e le tasche si sono approfondite, pulire quegli spazi a casa diventa impossibile, e qui la chirurgia ossea resettiva fa la differenza. Vediamo in cosa consiste questo approccio, perché negli ultimi anni è diventato più conservativo ed estetico, e quali vantaggi concreti offre per la salute del sorriso a lungo termine.
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    Il trattamento chirurgico della parodontite avanzata

    Solo nei casi di parodontite avanzata, e solo dopo la fase iniziale non chirurgica, è indicato il trattamento chirurgico della parodontite. Nel caso di parodontite avanzata, il tessuto osseo e gengivale che sostiene gli elementi dentari è distrutto e le tasche parodontali si approfondiscono, creando uno spazio più largo dove i batteri possono proliferare.

    Anche se il paziente ha un’ottima igiene orale, la terapia chirurgica è indicata, poiché le manovre di igiene domiciliare non permettono di posizionare le setole dello spazzolino al di sotto della gengiva per più di 0,8 mm.

    Qualora non si intervenisse chirurgicamente, le tasche tenderebbero ad approfondirsi e l’osso alveolare a riassorbirsi; se questa perdita fosse notevole, l’estrazione potrebbe essere l’unica terapia possibile.

    L’approccio chirurgico consiste nel rimuovere il tessuto malato (la tasca) e nel ricontornare i tessuti molli (gengive) e duri (osso alveolare), al fine di ottenere un’anatomia che permetta l’eliminazione permanente delle tasche e dei difetti ossei (crateri) e che favorisca le manovre di igiene domiciliare. La tecnica chirurgica, nota come “chirurgia ossea resettiva”, ha subito cambiamenti notevoli negli ultimi anni, allo scopo di eliminare la patologia parodontale conservando un aspetto gengivale il più estetico e atraumatico possibile.

    Quali sono i benefici della “chirurgia ossea resettiva”?

    Il principale vantaggio della chirurgia ossea resettiva è la riduzione delle tasche parodontali, dei difetti ossei peri-dentali e dei batteri responsabili della parodontite e della sua progressione, e quindi il mantenimento degli elementi dentari e di un sorriso sano. La sola eliminazione dei batteri, come avviene nella terapia non chirurgica, non è sufficiente a prevenire le recidive. Le tasche profonde sono impossibili da pulire per il paziente, quindi è importante ridurle, cosicché possa mantenere gengive e denti sani con l’igiene domiciliare e il mantenimento professionale. Un parodonto sano permette di conservare i denti nel tempo e di prevenire eventuali patologie sistemiche (per esempio patologie cardiovascolari, diabete, ecc.).

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